Saturday, November 25, 2006

MANDIAMO A CASA MORTADELLA!!!!

"E l'Italia giocava alle carte
e parlava di calcio nei bar
e l'Italia rideva e cantava"

da "La presa del potere" di Giorgio Gaber

Thursday, August 10, 2006



Il conformista

di Gaber - Luporini

Io sono un uomo nuovo
talmente nuovo che è da tempo
che non sono neanche più fascista
sono sensibile e altruista
orientalista
ed in passato sono stato
un po' sessantottista
da un po’ di tempo ambientalista
qualche anno fa nell'euforia mi son sentito
come un po' tutti socialista.

Io sono
un uomo nuovo
per carità lo dico in senso letterale
sono progressista
al tempo stesso liberista
antirazzista
e sono molto buono
sono animalista
non sono più assistenzialista
ultimamente sono un po' controcorrente
son federalista.

Il conformista
è uno che di solito sta sempre
dalla parte giusta, il conformista
ha tutte le risposte belle chiare
dentro la sua testa
è un concentrato di opinioni
che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani
e quando ha voglia di pensare
pensa per sentito dire
forse
da buon opportunista
si adegua senza farci caso
e vive nel suo paradiso.

Il conformista
è un uomo a tutto tondo che si muove
senza consistenza, il conformista
s'allena a scivolare
dentro il mare della maggioranza
è un animale assai comune
che vive di parole da conversazione
di notte sogna e vengon fuori
i sogni di altri sognatori
il giorno
esplode la sua festa
che è stare in pace con il mondo
e farsi largo galleggiando
il conformista
il conformista.

Io sono
un uomo nuovo
e con le donne c'ho un rapporto straordinario
sono femminista
son disponibile e ottimista
europeista
non alzo mai la voce
sono pacifista
ero marxista-leninista
e dopo un po' non so perché mi son trovato
cattocomunista.

Il conformista
non ha capito bene
che rimbalza meglio di un pallone
il conformista
aerostato evoluto
che è gonfiato dall'informazione
è il risultato di una specie
che vola sempre a bassa quota in superficie
poi sfiora il mondo con un dito
e si sente realizzato
vive
e questo già gli basta
e devo dire che oramai
somiglia molto a tutti noi
il conformista
il conformista.

Io sono
un uomo nuovo
talmente nuovo che si vede a prima vista
sono il nuovo conformista.

Thursday, July 13, 2006

11 settembre, 2001 :
I MOSRI CHE ABBIAMO DENTRO



"I mostri che abbiamo dentro
sono insaziabili e funesti
sono il potere a tutti i costi
ma anche chi lo odia
soltanto per invidia.

I mostri che abbiamo dentro
ci ispirano il grande sogno
di un Dio severo e giusto
col mitico bisogno
di Allah e di Gesù Cristo.

I mostri che abbiamo dentro
ci inculcano idee contorte
e il gusto sadico e morboso
di fronte a immagini di morte.

La nostra vita cosciente
la nostra fede nel giusto e nel bello
è un equilibrio apparente
che è minacciato
dai mostri che abbiamo nel nostro
cervello."
da " I mostri che abbiamo dentro " di Giorgio Gaber

Quel giorno è stata dimostrata solo una cosa all' America, come al mondo intero : i terroristi sono arrivati dritti alla pazzia!
Le vite distrutte da quell'attentato avevano solo una colpa e cioè quella di essere occidentali, quella di essere cittadini liberi, quella di far parte di un mondo dove "libertà" vuol dire tutto . Ma le loro vite sono state stroncate, così, in un attimo, senza neanche avere la possibilità di accorgersene, da uomini che sicuramente non amano la libertà e che liberi non sono. Da uomini che la loro vita vale un attentato, vale la morte, vale la pena di morire pur di far morire.
No, qui non si tratta di avere degli ideali di riscatto (o stronzate varie qual si vogliano accreditargli). Chi non ha rispetto della propria vita non è un uomo e non può avere ideali! Può avere nel suo cuore solo follia, morte e distruzione. Inoltre, c'è una legge fondamentale che domina il senso civile e morale dell'uomo e cioè "La tua libertà finisce dove inizia quella degli altri", e il peggior modo per infrangerla è uccidere con un atto di vigliaccheria e codardia, di cui questo attentato (e non solo questo purtroppo) ne è l'esempio lampante.
Niente è giustificabile in questi atti di terrorismo e non vedo come di fronte a certe cose si possa pensare minimamente di trovare un motivo che abbia spinto certe persone (se così si possono chiamare, forse mostri è molto meglio) a questo. La follia, basta! E folli, vigliacchi, codardi e senza palle che si nascondono dietro la falsità del loro grido di PACE, ormai consumato e sbiadito come il colore delle loro bandiere, sono coloro che nei loro discorsi politici, sociali o, azzardo, culturali cercano un motivo, una giustificazione (non voglio proprio azzardare a giudicare chi addirittura ne gioisce e ne desidera alti 10, 100, 1000, finirei con l'essere cattivo e spregiudicato).
Sembra assurdo lo so, ma a volte mi capita di sentir parlare persone, amici o parenti, di questi attentati come un atto di riscatto. Si sentono frasi del tipo "hanno fatto bene" o "l' America se lo meritava", quasi con una punta di orgoglio e un pizzico di gioia.
Spesso lo si legge sui giornali o lo si sente in bocca ai politici. Sono momenti in cui rimango immobile e così anche i miei pensieri.
Quando sento cose del genere mi sento solo sconfortato e sbigottito di fronte a tanta cattiveria e capisco "il gusto sadico e morboso che abbiamo di fronte a immagini di morte" e allora mi rendo conto come tutto ciò sia possibile,come sia possibile che succeda tutto questo, come sia possibile la morte ingiustificata di migliaia di persone.
Tutto ciò è possibile perchè la vita dell'uomo è continuamente minacciata dai mostri che sono la sua stessa sostanza.








Monday, July 10, 2006

LA RAGNATELA

La ragnatela rappresenta la società.

La società, come la ragnatela, è composta da fili.

I fili che compongono la società sono le sue frenesie:

la festa, il matrimonio, il compleanno, la moda, la televisione, la partita di pallone, devi-fare-questo, devi-fare-quello, “Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti augu…!”, la massa, la destra, la sinistra, la-cena-al-ristorante-con-gli-amici-di-lavoro, “Dai non puoi mancare proprio tu!”, lo stadio, le piste da ballo, “E’ bellissimo, dai vieni con noi, dai!” … ma ora basta!

Mi stavo dilungando troppo. Ora devo andare, devo scappare. Ho tantissime cose da fare oggi!
Sapete… io e la mia ragazza festeggiamo il nostro primo anniversario. Ah, che bello! Però adesso devo sbrigarmi, devo fare in fretta, devo prenderle un bel regalo e poi devo trovare qualcosa di elegante da indossare e poi… poi c’è la machina da lavare e poi…

Avverto il filo di una ragnatela



Liberamente ispirato da " La Ragnatela " di Giorgio Gaber

Friday, July 07, 2006


Far finta di essere sani

di Gaber - Luporini

Vivere, non riesco a vivere
ma la mente mi autorizza a credere
che una storia mia, positiva o no
è qualcosa che sta dentro la realtà.

Nel dubbio mi compro una moto
telaio e manubrio cromato
con tanti pistoni, bottoni e accessori più strani
far finta di essere sani.

Far finta di essere insieme a una donna normale
che riesce anche ad esser fedele
comprando sottane, collane, creme per mani
far finta di essere sani.
Far finta di essere...

Liberi, sentirsi liberi
forse per un attimo è possibile
ma che senso ha se è cosciente in me
la misura della mia inutilità.

Per ora rimando il suicidio
e faccio un gruppo di studio
le masse, la lotta di classe, i testi gramsciani
far finta di essere sani.

Far finta di essere un uomo con tanta energia
che va a realizzarsi in India o in Turchia
il suo salvataggio è un viaggio in luoghi lontani
far finta di essere sani.
Far finta di essere...

Vanno, tutte le coppie vanno
vanno la mano nella mano
vanno, anche le cose vanno
vanno, migliorano piano piano
le fabbriche, gli ospedali
le autostrade, gli asili comunali
e vedo bambini cantare
in fila li portano al mare
non sanno se ridere o piangere
batton le mani.
Far finta di essere sani.
Far finta di essere sani.
Far finta di essere sani.

Saturday, June 24, 2006

Coca-Cola Light + Mentos



+





...l'effetto è devastante!

Basta aggiungere qualche caramella Mentos in una bottiglia di Coca-Cola light e... guardate cosa succede...



Clicca sul link qui sotto per scaricare il video zippato.

http://www.hostingfiles.net/files/20060624021316_cocacolalight_mentos.zip

E pensate cosa potrebbe succedere al vostro stomaco!

Sunday, June 18, 2006











Benvenuto il luogo dove


di Gaber - Luporini


Benvenuto il luogo dove
dove tutto è ironia
il luogo dove c’è la vita e i vari tipi di allegria
dove si nasce, dove si vive sorridendo
dove si soffre senza dar la colpa al mondo.


Benvenuto il luogo delle confusioni
dove i conti non tornano mai
ma non si ha paura delle contraddizioni
dove esiste il caos ma non come condanna
dove si ride per come è strana la donna.


Benvenuto il luogo dove
il futuro è sempre più precario
benvenuta l’incertezza di un luogo poco serio
dove esiste ancora qualche antica forma di allergia
benvenuta l’intolleranza, benvenuta la pazzia.


Benvenuto il luogo dove
si crede a tutto e non si crede affatto
dove sorge la città delle madri dal corpo perfetto
benvenuta la donna che riflette tutto su se stessa
benvenuto il luogo dove tanta gente insieme non fa massa.


Benvenuto il luogo dove
se un tuo pensiero trova compagnia
probabilmente è già il momento di cambiare idea.
Il luogo dove l’estetica è importante
e poi malgrado l’ignoranza tutto è intelligente.


Benvenuto il luogo dove
non si prende niente sul serio
dove il rito è superato ma necessario
dove fascismo e comunismo sono vecchi soprannomi per anziani
dove neanche gli indovini pensano al domani.


Benvenuto il luogo dove
tutto è calcolato e non funziona niente
e per mettersi d’accordo si ruba onestamente
dove non c’è un grande amore per lo Stato
ci si crede poco
e il gusto di sentirsi soli è così antico.


Benvenuto il luogo dove
forse per caso o forse per fortuna
sembra che muoia
e poi non muore mai nemmeno la Laguna.
Dove tutto è melodramma con un po’ di indignazione
dove diventano leggere anche le basi americane.


Benvenuto il luogo lungo e stretto con attorno il mare
pieno di regioni
come dovrebbero essere tutte le nazioni
un luogo pieno di dialetti strani
di sentimenti quasi sconosciuti
dove i poeti sono nati tutti a Recanati.


Benvenuto il luogo dove
dove tutto è ironia
il luogo dove c’è la vita e i vari tipi di allegria
magari un po’ per non morire, un po’ per celia
il luogo, caso strano, sembra proprio l’Italia.